Simone Paralovo

Simone Paralovo

Production Coordinator and Unit Production Manager

Roma, Italy

Member Since:
July 2016
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About Simone

Simone starts making the assistant director in the feature film "Mirafiori Lunapark" (2013), then continues as the First Assistant Director in the feature film "Press", in the documentary film "Fango e gloria" (2014) and as assistant director the web series "G & T_season 2" and "Timeline."
Meanwhile he directed 3 book trailer, a short film during the cinema festival Cinemadamare Franco Rina and SIT diploma for ICT Audiovisual Communication of Turin. Take part in numerous workshops and specialized courses including one at the Experimental Centre of Cinematography in production, one with Sergio Rubini, two (ed. 2013 and 2015) highly specialized film by Marco Bellocchio and Daniel Ciprì, a film shooting with dop Paolo Carnera and directing masterclass with Giuseppe Tornatore by Mario Sesti.
In June 2013, coming from Rome the DinDalò script, this, he calls it the first project as a director.
In July 2015, after an experience as assistant Casting Director Pino Pellegrino for the film "La vita possibile" by Ivano De Matteo, he started working as Production Manager at the Tauron Entertainment, where now is placed in the projects first as inspector production on the feature film "La sindrome di Antonio" by Claudio Rossi Massimi and then as a production manager in the short film "Number 10," directed by Patrizio Trecca and videoclip of the song "Number 10" emerging songwriter Filippo Giglio directed by Vito Marinelli. More and as a production manager realizes another short film in collaboration with a London school of cinema, directed by Ciro Apicella under the title "Blue Boy", a commercial for Public Information "Let us recognize" directed by Maurizio Rigatti and two music videos of the singer Jamaican Omari Banks.

Credits

  • La vita possibile

    La vita possibile (2015 - 2016)
    Film by Rodeo Drive/Ivano De Matteo Assistant Casting Director In fuga da un marito violento, Anna (Buy) e il figlio Valerio (Pittorino) sono accolti a Torino in casa di Carla (Golino), attrice di teatro e amica di Anna di vecchia data. I due cercano di adattarsi alla nuova vita tra tante difficoltà e incomprensioni, ma l'aiuto di Carla e quello inaspettato di Mathieu (Todeschini), un ristoratore francese che vive nel quartiere, gli faranno trovare la forza per ricominciare.

  • Press

    Press (2014 - 2016)
    Film by Luna film/Paolo Bertino and Alessandro Isetta 1rst Assistant Director Maurizio è un giovane giornalista che lavora in una televisione regionale. Luca è il suo cameraman. Stanco della routine che la quotidianità gli impone e degli ordini di servizio che gli arrivano dai proprietari Maurizio decide di prendere spunto dalla realtà per 'inventare' storie che abbiano una maggiore presa sull'audience. Luca non è d'accordo ma finisce con il non sottrarsi. Il gioco pericoloso sembra però sul punto di venire scoperto. Ma Maurizio ha una nuova idea. Il filone 'cinema e mezzi di informazione' ha prodotto, nel corso dei decenni, dei film che hanno lasciato il segno e che vengono considerati modelli di lettura di dinamiche spesso complesse. Non è quello che accadrà in questa occasione. Perché siamo di fronte a una modalità di narrazione che invece di leggere, come avrebbe potuto, una realtà di provincia si adegua alla dizione negativa del termine 'provinciale', quella cioè che si adagia su una ristrettezza di sguardo incapace di andare oltre confini ristretti. Perché inventarsi inesistenti risse per la difesa del posto di lavoro poteva anche avere un senso ma utilizzare il transessuale (e il politico) per un finto servizio su una suora coraggiosa significa allinearsi con i livelli più bassi toccati dal cinema di serie C di un neppure troppo recente passato. Senza peraltro neppure riuscire a suscitare le risate grasse che quel cinema talvolta otteneva. Si salvano in tutto ciò i protagonisti che riescono a sostenere con naturalezza dei ruoli che già sulla carta dovevano apparire non facili.

  • La sindrome di Antonio

    La sindrome di Antonio (2015 - 2016)
    Film by Imago film/Claudio Rossi Massimi Production inspector Il 18 settembre del 1970 il ventenne Antonio (Biagio Iacovelli) parte da Roma con la Fiat 500 di sua madre per raggiungere Atene. La sua non è una semplice vacanza: Antonio ha il mito di Platone ed è convinto o almeno spera, che in Grecia troverà la caverna delle ombre, il luogo oltre il quale abita la conoscenza narrato dal filosofo greco. Certo che "per capire fino in fondo un uomo e le sue idee bisogna assolutamente recarsi nei luoghi dove quell'uomo e quelle idee hanno avuto origine"; Antonio intraprende così un viaggio di formazione, che lo condurrà anche a conoscere meglio se stesso, scoprendo una realtà a lui ancora sconosciuta ed incontrando personaggi dalle storie complesse e misteriose come Vassilis (Antonio Catania), il proprietario della locanda in cui alloggia Klingsor (Giorgio Albertazzi), il pittore silente che dipinge quadri e guardando il mare attende il ritorno della sua compagna scomparsa. In Grecia Antonio troverà anche l'amore, condividendo con Maria (Queralt Del Greco) un'avventura che resterà indimenticabile. Eppure Maria, come gli confiderà dopo tanti anni il suo amico Gino (Remo Girone, che è anche la voce narrante del film), è tutt'altro che una semplice studentessa. Il film è girato tra Italia e Grecia ed è prodotto, tra gli altri, da Lucia Macale per la Imago Film, società che si è distinta negli anni per essersi specializzata nella realizzazione di documentari in ambito storico e culturale.

  • Numero 10

    Numero 10 (2015 - 2016)
    Film (short) by Tauron Entertainment/Patrizio Trecca Unit Production Manager Valerio è un uomo che nell'arco di vent'anni si è visto scivolare la vita via dalle mani. Da quando un pirata della strada ha ucciso uno dei suoi figli, Leonardo (4), l'uomo ha perso ogni stimolo e, abbandonato dalla moglie, è caduto nel difficile e tortuoso vortice dell'alcol. Per anni Valerio è andato alla ricerca della Spider bianca che investì suo figlio anni prima, senza accorgersi però che l'ossessione non avrebbe portato a nulla di buono. Gli assistenti sociali gli sottraggono anche il secondo figlio a causa del suo vizio ed è così che da geometra pluriqualificato Valerio si ritrova a lavorare come operatore ecologico in una cittadina di provincia, tentando di tanto in tanto il riavvicinamento con la sua ex moglie Greta. A Valerio rimane solo un affetto: la maglia della Roma firmata da Agostino Di Bartolomei, risalente allo scudetto del 1982. L'uomo la tiene come una reliquia, spolverandola e accarezzandola ogni volta prima di andare a lavoro. Sfortunatamente un ladruncolo di circa 17 anni ruba la maglietta, insieme alla collanina di battesimo di Leonardo. Valerio è svuotato e completamente privo di stimoli, ma il misfatto prende subito una piega inaspettata, infatti il ladruncolo, Biggio, lavora per Rio, che si scoprirà essere il conducente della Spider bianca. Pensando di aver finalmente trovato il colpevole dell'omicidio di suo figlio, Valerio decide di farsi seguire per curare l'alcolismo ormai avanzato. Una volta guarito l'uomo decide di fare una cosa che in diciassette anni non aveva mai fatto: andare sulla tomba del piccolo Leonardo. Qui troverà Biggio, che inaspettatamente si rivelerà essere il figlio prelevatogli anni prima dagli assistenti sociali.

  • Blue boy

    Blue boy (2016)
    Film (short) by Effetto Placebo/Ciro Apicella Unit Production Manager Blue boy is a short film set in Italy on the Amalfi Coast. The story speaks about a thief in decline who decides to steal the biggest diamond in the world with the help of a young boy.

  • Cinecittà World Park

    Cinecittà World Park (2016)
    by Italian International Pictures Production coordinator Production coordinator for Artistic Direction, live shows indoor and outdoor

  • Mirafiori Lunapark

    Mirafiori Lunapark (2014 - 2015)
    Film by Alien Film - Rai Cinema/Stefano Di Polito (Drama) Assistant Director occupare la fabbrica dove per trentacinque hanno lavorato, scioperato e lottato. Operai alla Fiat Mirafiori, che produceva la 131 e la Uno col motore Fire, Franco, Delfino e Carlo vorrebbero ridare a quella fabbrica, dismessa e dimenticata, respiro e dignità. Ma i loro antichi padroni ancora una volta metteranno in cassa integrazione le loro speranze, intimidendoli e allontanandoli dalla fabbrica. Solo i nipotini sembrano comprendere la struggente bellezza della loro avventura. E per loro Franco, Delfino e Carlo realizzeranno un sogno ludico, un'area recuperata in cui sia ancora possibile pensare il futuro. Torino e Milano hanno dovuto affrontare negli anni un duro processo di deindustrializzazione. Una dopo l'altra le fabbriche che avevano costruito (e definito) le rispettive città e dato lavoro a migliaia di torinesi, milanesi e immigrati, come la Vincenzina di Enzo Jannacci o il Ciro di Visconti, hanno chiuso i cancelli. Le tute blu della Fiat e quelle rosse dell'Alfa Romeo sono sfumate per sempre. Le zone industriali sono diventate aeree dismesse e sui quartieri affollati di vita e sature di rumori, di nebbia, di fumo delle ciminiere e di operai che iniziavano o finivano il proprio turno, è calato un silenzio assordante. L'operaio insieme all'ideologia, la lotte di classe, la coscienza di classe appartiene ormai a un lessico scaduto e inadatto. Le questioni oggi vengono articolate con un linguaggio nuovo e più vicino alla realtà sociale e alle sue concrete dinamiche. E in questo contesto abita Mirafiori Lunapark, opera prima di Stefano Di Polito, che indaga il doloroso e traumatico passaggio di Torino da città industriale a città postindustriale. Precipitati i suoi tre protagonisti, ex operai della Fiat, nel quartiere Mirafiori, sorto intorno all'omonima fabbrica, il regista svolge la loro esistenza travolta dalla globalizzazione. Rottamati come le vecchie vetture Mirafiori e incompresi in famiglia, Franco, Delfino e Carlo sono la memoria e il cuore di un mondo metalmeccanico, di un sapere sulla fabbrica in tutte le sue articolazioni. Il quartiere Mirafiori come loro non aveva altro ritmo sociale e fisiologico che non fosse quello della fabbrica e di quel ritmo i protagonisti di Alessandro Haber, Antonio Catania e Giorgio Colangeli hanno nostalgia. Per questa ragione occupano la fabbrica, sognando una riqualificazione degli spazi abbandonati e delle loro vite improduttive. Se il soggetto di Di Polito è urgente, generoso e nobile, nondimeno la sua drammatizzazione annulla le buone intenzioni e realizza un'operetta naïf, che non prova nemmeno a immaginare nuovi modi di produzione del visivo. Personaggi elementari, dialoghi ordinari, comprimari improvvisati, voce fuori campo, e sempre ridondante nel cinema italiano, producono effetti nefasti che inficiano la storia che vogliono raccontare. Una storia sul ritorno del passato nella forma dell'ossessione (Franco) o in quella della nostalgia (Carlo), una storia ancora sulla necessità di fare i conti con il ricordo, quello depositato nella memoria collettiva e quello che galleggia nella memoria neuro-biologica individuale. A mancare alla favola semplice narrata da Mirafiori Lunapark è la complessità della messa in scena o anche solo di un'idea di messa in scena. Incapace di riplasmare i vecchi saperi dentro la complessità dei nuovi linguaggi, Mirafiori Lunapark si limita a riprodurre formule e procedure che si trasferiscono in modo inerziale dal piccolo al grande schermo. Eppure Mirafiori Lunapark aveva la possibilità di riconvertire con gli stabilimenti sgombrati anche il linguaggio con cui li occupa, li espone e li favoleggia fino a un epilogo di imbarazzante buonismo. Un finalino che 'abbraccia' ex operai e padroni sempre spavaldi e fanfaroni, ritirandosi nella formuletta, abusata come la voce over, degli "italiani brava gente".

  • G&T_season 2

    G&T_season 2 (2014 - 2015)
    Series by Rta Movie/F. D'Alessio and M. Rocchi 1rst Assistant Director Amici fin dall'infanzia, Giulio e Tommy sono ad una festa universitaria, quando, un po' brilli, finiscono per baciarsi nei bagni del locale. Da allora Tommaso fa di tutto per cancellare quell'episodio e persino Giuls dalla sua esistenza. Ma, inevitabilmente, cinque anni dopo le vite dei due tornano ad intrecciarsi.

  • Timeline

    Timeline (2014 - 2015)
    Series by Tauron Entertainment/Patrizio Trecca (Action) 1rst Assistant Director Timeline is a pilot episode of web serie.

  • DinDalo'

    DinDalo' (2014 - 2015)
    Film (short) by Fuori Fuoco Production-Luna film/Simone Paralovo Director Hovering over a bridge, Matteo makes the last self-portraits. Dominic convinces him, even by force, to get down. After Matteo will be stunned by a statuette of a girl flying. While Domenico took Matthew back home, the two talk about the contradictions of the beauty of life. At the wedding of the Domenico's granddaughter, Matteo will find the light and character to realize the idea in his photos that Domenico has given him unconscious, along with the joy of living.

  • Fango e gloria

    Fango e gloria (2014)
    Film by Baires-Luce Cinecittà/Leonardo Tiberi 1rst Assistant Director Mario, un italiano ventenne, dal 1914, dopo l'Attentato di Sarajevo, inizia a preoccuparsi con il suo migliore amico e la fidanzata del destino dell' Italia nel conflitto. Circa un anno dopo, il Re Vittorio Emanuele III, decide che l' Italia entrerà in guerra e mentre il padre e Mario passeggiano, il genitore legge il giornale e lo getta a terra indignato, perché c' era scritto che l'Impero austro-ungarico era rimasto deluso dall'Italia. Dal giornale cade la cartolina che il ragazzo non avrebbe mai voluto ricevere: il richiamo alle armi. Parte e combatte sul fronte italiano fino al 1918, quando durante una battaglia, ordina ai suoi uomini di uscire dalla trincea per avanzare e viene preso da un cecchino austriaco poco fuori dalla trincea. Rimane lì per un po' di tempo (qualche ora), fino a quando due soldati italiani, che cercavano di ristabilire con i fili, la linea telefonica, si accorgono che tra tutti quei morti ce n'è ancora uno che si muove: è Mario, ma muove solo le dita e per lui non c'è più niente da fare. Il soldato che va a vedere se è vivo gli ruba l'orologio, l' unico ricordo della fidanzata e l' unica possibilità di essere identificato, perché aveva perso la medaglietta identificativa. Verrà ritrovato qualche giorno dopo e messo con i corpi "non identificati". Nel 1920 a Maria Bergamas è affidato l'incarico di scegliere fra undici salme di soldati italiani quella da tumulare nell'Altare della Patria a Roma come Milite Ignoto: la donna sceglie quella di Mario. Inizia così il suo ultimo lungo viaggio di tre giorni da Aquileia a Roma, dove la sua fidanzata Agnese e il suo migliore amico Emilio, sperando che dentro quella bara ci sia il loro Mario, gli danno un ultimo saluto.

Awards

  • Rai cinema channel - Terminillo Film Festival
    (2016)

  • Città del cortometraggio - Social World Film Festival
    (2015)

Education

  • Centro
    (2012-2014)

  • Its for Ict Comunication of Audiovisual
    (2012-2014)

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